PSICOTERAPEUTA PADOVA

5
(575)

PSICOTERAPEUTA PADOVA ADRIANO LEGACCI

Dott. Adriano Legacci Psicologo Padova - Psicoterapeuta Padova

Ogni promessa è un debito. Nella pagina di apertura ho scritto “rallenta, e tutto ciò che stai inseguendo ti raggiungerà e ti prenderà”. Avevo promesso di dirti di più su questo.

Bene, adesso lo faccio.  

C’è una storia che ci aiuterà a capire.  È tratta da un film che si chiama Al di là delle nuvole.  È l’ultimo lavoro di Michelangelo Antonioni, girato con la collaborazione di Wim Wenders e la sceneggiatura di Tonino Guerra.  Nel film c’è un breve dialogo, dura appena due minuti e  mezzo, che mi ha colpito profondamente 27 anni fa -ricordo con precisione il cinema cui mi trovavo, e l’emozione di quel momento- e che ho portato con me nel corso del tempo.

Vuoi ascoltare questa storia?

Se ti interessa, e non hai una fretta maledetta, te la racconto. Poi, se vuoi, puoi anche vedere la scena del film.

Ecco la trascrizione del dialogo del film

In un caffè di Parigi una donna di origine italiana è seduta a un tavolo e sta leggendo una rivista. Si alza in piedi e si avvicina al tavolo di uno sconosciuto.


Olga (Chiara Caselli): “Mi scusi. Non vorrei darle fastidio, posso?”
Roberto (Peter Weller): “Ehm… sì, sì!”
O: “Grazie, grazie!. C’è una cosa straordinaria che ho appena letto e ho voglia di raccontarla.”
R: “E ha pensato di scegliere me?”
O: “Lei è francese?”
R: “No no, sono di New York… però abito qui. Lei invece è…?”
O: “Italiana.”
R: “Italiana?”
O: “Allora, posso?”
R: “Si, mi dica. Sono tutto orecchie. Si dice così?”
O: “Lo spero.”
R: “Allora…”
O: “Allora… in Messico, degli scienziati avevano ingaggiato dei portatori perché volevano raggiungere una città Inca in cima a una montagna. A un certo punto, i portatori si bloccano dove sono e non vogliono più proseguire. Allora, gli scienziati, innervositi, non sanno come fare per convincerli a riprendere la marcia. Anche perché non riescono a capire la causa di quella sosta. Dopo qualche ora, i portatori si rimettono in marcia e finalmente il loro capo si decide a dare loro una spiegazione.”
R: “E… qual era il motivo?”
O: “Vedo che le interessa…”
R: “Si, adesso molto. “
O: “Lui dice… dice…”
R: “Sì…”
O: “Che avevano camminato troppo in fretta e che bisognava aspettare l’anima.”
R: “L’anima?”
O: “No, è meraviglioso perché anche noi corriamo dietro a tutte le nostre cose e… perdiamo l’anima. Bisogna aspettarla.”
R: “Per farne cosa?”
O: “Tutto ciò che ci sembra inutile.”  

Dal film “Al di là delle nuvole” di Michelangelo Antonioni- Wim Wenders (1995)

Abbiamo troppa fretta

Corriamo dietro a tutte le nostre cose. È lo stile di questa civiltà. E il nostro stile personale. Ci arrivano segnali dalla natura, e non li comprendiamo. 

Siamo collettivamente immersi in un sonno della ragione che ci impedisce di porci domande importanti: “se la competizione sia il sale della vita; se l’utile sia l’unico obiettivo da raggiungere ad ogni costo; se il consumo sia l’unico traguardo da raggiungere; se una crescita focalizzata sull’esaurimento delle risorse oltre a  ringalluzzire il Pil non possa provocare danni irreversibili alla qualità della nostra vita sul pianeta”.

Come individui viviamo una vita frenetica, con una tensione perenne al raggiungimento rapido  di  obiettivi che ci appaiono così adulti,  vitali e definitivi e sono invece ombre evanescenti in un sogno sognato da una mente bambina.

Corriamo così in fretta che tutto ciò che è davvero importante (puoi chiamarla anima) rischia di non riuscire a tenere il passo, di rimanere indietro. Dolorosamente coscienti della separazione dalla nostra più preziosa fonte vitale tendiamo ad accelerare, perché abbiamo la netta percezione che c’è “qualcosa che manca”.  E quello che manca davvero, resta indietro. Non tiene il passo. Lo stiamo perdendo. Forse per sempre.

Per questo ti ho detto di rallentare.

Vuoi vedere la scena del film di cui ti ho parlato? Eccola qui.


LA PSICOTERAPIA E IL TRASCORRERE DEL TEMPO

In oltre 30 anni di lavoro come psicoterapeuta a Padova ho ascoltato molte storie,  e vissuto molte vite. Ho visto il mondo cambiare, e ho visto le persone diventare diverse nel corso degli anni. Sono cambiate la filosofia di vita, i ritmi e i tempi. Perfino il modo di manifestare il malessere ha subito dei cambiamenti. Quello che rimane costante è la necessità, in qualità di esseri umani, di far fronte alla  nostra vulnerabilità e ad una quota di disagio e di dolore che sono parti integranti della nostra esistenza.

Ho notato con curiosità come, nonostante il passare del tempo, siano rimasti inalterati nell’immaginario comune anche alcuni equivoci  legati alla psicoterapia. Esistono molti pregiudizi, equivoci e fraintendimenti sulla psicoterapia. Se hai ancora un minuto (lo so, il tempo è prezioso) possiamo esaminarli insieme.

I PREGIUDIZI LEGATI ALLA PSICOTERAPIA.  TRE EQUIVOCI

1. PRIMO EQUIVOCO.

Si pensa, sbagliando, che andare in psicoterapia significhi essere “deboli”, “incapaci di fare da soli”, “senza spina dorsale” o, nella peggiore delle ipotesi, “matti”.

Non è corretto. Nella mia esperienza quasi trentennale di psicoterapeuta ho incontrato più “ricercatori dello spirito” che persone “ammalate”. Ho lavorato insieme a uomini e donne determinati e coraggiosi, alla ricerca di un’opportunità evolutiva. Disposti a riconoscere l’esistenza di un umano limite e ad impegnarsi con le loro migliori energie e risorse per superarlo.  


2. SECONDO EQUIVOCO

Capita talvolta di avvertire l’esistenza di un problema nella propria vita; e contemporaneamente di pensare che niente  e nessuno al mondo sarà mai in grado di risolverlo: perchè troppo antico, o troppo grave, o troppo personale per poter essere rivelato.

È una valutazione errata. Non c’è problema emotivo, mentale, caratteriale, che non possa essere risolto.  A condizione di essere disposti a riconoscerne l’esistenza e ad investire tempo, cura, dedizione alla ricerca di soluzioni nuove a problemi stantii, vecchi e polverosi.


3. TERZO EQUIVOCO

Accade frequentemente di coltivare la convinzione che nessun essere umano potrà mai conoscerci meglio di quanto già conosciamo noi stessi. Che nessuno al mondo possa ancora insegnarci qualcosa.

Anche questa non è una valutazione corretta.

Prova a fare una semplice considerazione. Tutti noi consideriamo normale dedicare un periodo della nostra vita all’apprendimento di un’arte, un mestiere, una professione. Eppure accade una cosa strana: rispetto al mestiere più difficile di tutti -il mestiere di vivere- gli esseri umani ritengono di essere già perfettamente competente “per dotazione”. Sembra che tutto debba essere semplice,  e scontato. Sembra che l’aver ricevuto all’inizio dell’esistenza un pass per la vita debba necessariamente includere la dotazione di tutti gli strumenti e le competenze necessarie per fare della vita stessa un’esperienza armonica e gratificante.

Non è così.

Il manuale che avrebbero dovuto darci alla nascita era esaurito, o in ristampa, o è stato buttato per sbaglio insieme alla scatola dentro alla quale ci hanno consegnato.  Il mestiere di vivere è un’arte delicata e complessa, che deve essere appresa nel corso dell’esistenza, con calma, costanza, perseveranza, dedizione.

Non soprenderti se nel corso della vita ti scoprirai, più volte, a chiederti che cosa sta accadendo, e a scoprire che non ne hai la minima idea. Non sorprenderti se nel tuo corso evolutivo ti troverai ad attraversare notti senza stelle, non ricordando più da dove venivi, il motivo per cui sei arrivato fin lì e quale sia a quel punto la direzione da prendere. E’ una condizione naturale dell’esperienza vitale. Ed è una preziosa e sacra occasione di crescita e maturazione.



LA PSICOTERAPIA COME MIGLIORE ESPERIENZA DELLA TUA VITA

La psicoterapia non è, come comunemente si pensa,  la cura dei matti.

La psicoterapia è primariamente un cammino iniziatico, a fianco di un maestro.

Un viaggio alla riconquista della patria lontana, caduta in mano agli usurpatori (la civilizzazione, il conformismo, l’inerzia, la nevrosi, l’angoscia, la paura, la colpa, le malattie fisiche).

Un viaggio che talvolta conduce in luoghi favolosi e incantati. Puoi  chiedere qualcosa in proposito ad Alice nel Paese delle Meraviglie, a Ulisse, a Dante.

Un viaggio che può portare a sperimentare le proprie parti più nobili ed elevate, o paradisiache. A condizione di saper accettare il passaggio, spaventoso se compiuto in assenza di una guida,  di un maestro,  attraverso  gironi infernali, mari in tempesta,  lusinghe di sirene. E a condizione di poter avere a disposizione le informazioni, le armi, gli strumenti, le pozioni, per uscire vincitori dalle inevitabili battaglie: contro draghi e orchi, ciclopi e maghe, Erinni e creature della notte, e tutti i mostri antichi e orribili che dimorano nelle terre di mezzo.

Questo è il modo in cui intendo io la psicoterapia .  Esistono certamente tante persone che la pensano in modo diverso.

L’ESSERE UMANO AL CENTRO

L’essere umano è  al centro di ogni progetto. E la psicoterapia è primariamente un incontro tra due esseri umani. Ognuno con la propria storia, le proprie conoscenze e le proprie attitudini.

 Due esseri umani, una guida e il proprio allievo, stringono un’alleanza e si avventurano lungo sentieri – inesplorati per l’allievo, non nuovi al  maestro- che condurranno oltre le paludi e oltre le montagne, oltre le valli nebbiose e le risacche marine, alla ricerca di un luogo dell’anima, una radura assolata e fertile, in cui poter riposare e celebrare la danza della vita.

CHI SONO

  • Svolgo la professione di psicoterapeuta a Padova da oltre 30  anni.
  • Sono stato allievo di Davide Lopez, Didatta della Società Psicoanalitica Italiana  e Membro della British Psycho-Analytical Society.
  • Ho collaborato come sessuologo dal 1988 con il Dr. Giovanni Marafon presso il Centro di sessuologia Clinica “Carl Rogers” di Caorle (Ve) e successivamente presso i poliambulatori Puntosalute e Centro di Medicina a San Donà di Piave (Ve).
  • Ho insegnato Clinica Psicoanalitica presso il CISSPAT, scuola di Specializzazione in Psicoterapia a Breve Termine.
  • Ho tenuto seminari presso la Cattedra di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni dell’Università di Padova, Corso di Laurea in Psicologia.
  • Sono cofondatore dell’Associazione Culturale “Gli Argonauti“, Psicoanalisi e Società 
  • sono fondatore di Umaniversitas Academy e tengo corsi di formazione individuale e di gruppo per manager e imprenditori.

Nella mia pratica clinica utilizzo un approccio integrato che associa gli strumenti della psicoanalisi a tecniche e metodologie di lavoro derivate  dalla psicologia della Gestalt, dalla terapia Cognitivo Comportamentale, dalle filosofie e dalle discipline orientali.

PUBBLICAZIONI DISPONIBILI ON LINE

Trattato sull’ansia

Trattato sulla depressione

Trattato sugli attacchi di panico

Trattato sulle fobie

Inconscio e interpretazione dei sogni

Trattato sui disturbi sessuali

Psicoterapia di coppia

Psicologia dell’adolescenza

Psicologia della terza età

Psicologia transculturale

La virtù superiore è come una valle. Osservazioni psicoanalitiche sulla femminilità, il piacere, la concordia
(in: Rivista di Sessuologia, Vol. 32, N° 1, Gennaio/Marzo 2008)

Amore e Psiche. Psicoterapia nel trattamento delle disfunzioni sessuali
(in: Rivista di Scienze Sessuologiche, Journal of Sexological Sciences, Edizioni del Cerro. Volume 10, N° 3, Settembre-Dicembre 1997)

INTERVISTE

STAMPA

Corriere della Sera, Inserto Salute La Repubblica, Marie Claire, Come stai, Flair, Io e il mio bambino, Per Me, Vitality, Jack, Inserto Salute Sorrisi e Canzoni TV, Leggo, Cipria, vvox.it, Melty, Donna Moderna.

RADIO/TV

Rai1, Radio Montecarlo, Radio Svizzera in lingua Italiana, Telenuovo, Canale Italia 1.

Marie Claire - Intervista al dr. Adriano LegacciPer Me. Intervista al dr. Adriano Legacci - Psicoterapeuta PadovaDonna Moderna intervista il dott. Adriano Legacci Psicllogo PadovaDonna & Mamma intervista il dr. Adriano Legacci Psicologo Psicoterapeuta Padova
Io e il mio bambino - Intevista al dr. Adriano LegacciIntervista al dr. Adriano Legacci - Sorrisi e Canzoni TVPer Me intervista il dr. Adriano LegacciJack intervista il dr. Adriano Legacci Psicologo Padova
Cipria intervista il dr. Adriano Legacci Psicologo PadovaVitality intervista il dr. Adriano Legacci Psicologo Padova"Come stai" intervista il dr. Adriano Legacci Psicologo PadovaFlair - Intervista al dr. Adriano Legacci Psicologo Padova

DOMANDE FREQUENTI

Come faccio a scegliere il miglior psicologo a Padova?


Leggi qui



Che cosa si intende per psicoterapia ad approccio integrato

Nell’ambito della psicoterapia esistono molteplici orientamenti teorici. Ognuno dei quali prevede specifiche tecniche e procedure – non di rado in antitesi tra loro.

In linea generale uno psicoterapeuta opera adottando gli strumenti forniti dalla specifica Scuola di Psicoterapia di provenienza.

Nel caso di una psicoterapia ad approccio integrato vengono utilizzati molteplici metodologie e strumenti, derivanti da approcci teorici diversi e da diverse scuole di pensiero.

Piuttosto che richiedere al paziente di adattarsi ad un metodo, si ritiene preferibile conoscere molte metodologie diverse e adattarle alle specifiche esigenze di ogni particolare paziente.

Ma che cosa è una psicoterapia? A che cosa serve? Quanto dura?  Quanti tipi di psicoterapia esistono?

Qui puoi trovare una risposta alle domande frequenti sulla psicoterapia


Come faccio a scegliere lo psicoterapeuta giusto?

È una decisione importante. Una delle scelte più delicate della tua vita. Qui puoi trovare una guida ragionata alla scelta dello psicoterapeuta più vicino alle tue esigenze, alle tue attitudini, alle tue aspirazioni.

In quanto tempo posso avere un appuntamento

Sono consapevole che nel momento in cui decidi di chiedere aiuto sei di fronte ad una necessità vitale, difficile da prorogare. Mi impegno  ad offrirti una risposta concreta in tempi rapidi. Generalmente puoi avere un primo appuntamento entro 3 giorni lavorativi dal momento della richiesta.

Sono uno studente o un lavoratore precario. Posso avere facilitazioni?

Sì. Viene applicato un onorario calmierato per utenti che desiderino avere un supporto psicologico, attestando di essere in stato di necessità. Tramite supporto psicologico e non psicoterapico, o sedute di gruppo, è possibile contenere enormemente i costi di accesso al servizio.


SE VUOI PUOI SCRIVERMI, O TELEFONARMI (393 9978822). SE NON TI RISPONDO SUBITO LASCIAMI UN MESSAGGIO. TI RICHIAMO IO.

Dai un voto a questo post

Clicca sulle stelle per dare il voto

Voto Medio 5 / 5. Conteggio dei voti: 575

Nessun voto finora. Vota per primo!